Aspettando il silenzio, il non-musicista (???), l’inventore dell’estetica del semplice ma raffinato, ricompone l’universo sonoro con stralunate e sottili vibrazioni carpite dalla metropoli elettronica. Con seducente insistenza possiede il RUMORE. Lo minimizza con la gioia dell’estetica. Sgomento nella sua esistenza, costruisce la macchina dei sogni, Joy Division, la Divisione della Gioia, che lo traghetta nella corrente limpida della percezione collettiva: la macchina del desiderio.
Il nome del gruppo deriva dalla denominazione delle baracche femminili dei campi di concentramento nazisti. Le donne deportate in quest’area erano trattate come prostitute, oggetto sessuale delle SS e dei soldati tedeschi.

Attraverso la rete, gli occhi di quelli al di fuori guardavano dentro
C’era lei, sembrava una creatura rara in uno zoo.

Nelle mani di uno degli assistenti vide lo stesso strumento
che quel mattino le avevano inserito nel corpo. Rabbrividì
d’istinto. Non c’era vita nella casa delle bambole.
Nessun amore perduto. Nessun amore perduto………
………Desiderando che questo giorno non duri.
per non vedere mai, mostri la tua età
per osservare finché la bellezza scompare.
No Love Lost
La drammatica e leggendaria storia dei Joy Division ha inizio a Manchester, importante centro culturale e musicale. Nella zona di Manchester avranno origine movimenti musicali come il britpop e il Madchester . Esponenti di questi movimenti assieme agli stessi Joy Division, saranno Oasis, Smiths, Stone Roses, Fall, Happy Mondays, Charlatans. La dinamicissima scena musicale della zona produrrà bands come Buzzcocks e Slaughter & the Dogs, Richard Ashcroft coi Verve e Ed Simons coi Chemical Brothers.
E’ il 1976, l’anno del famoso tour dei Sex Pistols
Anarchy in the UK, e tre ragazzi, compagni di scuola, vengono contagiati dalla eccitante energia del punk. Bernard Dicken (aka Bernard Albrecht) alla chitarra, Peter Hook al basso, Terry Mason alla batteria formano gli Stiff Kittens e debuttano all’Electric Circus di Manchester il 9 dicembre 1976.
Subito stroncati dalla rivista
Sound dopo l’esibizione, vengono contattati dal coetaneo Ian Curtis, appassionato di Storia e affascinato dalle opere decadenti dei poeti romantici ottocenteschi, fan di Jim Morrison, David Bowie e Velvet Underground. Ancora perfetti sconosciuti, cambiano il nome in Warsaw (ispirato all’omonimo brano di Bowie contenuto in Low), e ritornano sul palco il 27 maggio 1977 come spalla ai mitici Buzzcocks con Tony Tabac come batterista, sempre all’Electric Circus di Manchester. Nuove critiche negative ma con il risultato di avere un contatto con Martin Hannett, produttore dell’EP di esordio dei Buzzcocks e che avrà un posto importane nel loro futuro.
Partecipano alla maratona punk, il festival
Stiff test/Chiwswick challenge con altri 17 gruppi tra i quali Buzzcocks, Magazine e Sex Pistols. L’atto si svolge (dicembre 1977) al Rafters Club e il dj era Robert Gretton (che diventerà poi il loro manager). Si esibiscono alle 3 del mattino, ma nonostante l’ora vengono notati da Tony Wilson, ideatore dell'etichetta alternativa Factory Records.
Sempre a dicembre 1977 registrano per la piccola label
Enigma l’EP An Ideal for Living che contiene quattro dei loro pezzi più rappresentativi WarsawNo Love LostLeaders of MenFailures. I testi di Curtis desolati e introspettivi si sdraiano sulle note inventate da Hook, cercano di diluire il punk con atmosfere più rarefatte, lugubri ed opprimenti.
Si incomincia a parlare di
Joy Division.
Come era successo per la svastica dei Sex Pistols, la stampa “ufficiale” inglese li etichetta come filo-nazisti, visto il look adottato dalla band, il nome del gruppo e la copertina dell’EP. A parte queste insulse e sterili polemiche, appaiono in trasmissioni televisive e ricevono offerte discografiche che rifiuteranno perché non contenti delle produzioni. Loro piacciono a Tony Wilson, loro estimatore, che li ospita nel suo show televisivo e nella
Factory trovano una label seriamente interessata alla loro musica. Partecipano con due brani Digital e Glass alla compilation A Factory Sample per il lancio della nuova etichetta. Anche se musicalmente ancora legate agli stereotipi punk, il sound entra in simbiosi con le atmosfere dark. La tensione nervosa travalica gli argini del controllo cosciente. Ritmi semplici e pulsanti, gelidi e geometrici che rimbalzano nel vuoto con la voce pastosa criptica surreale di Ian che racconta storie simili a molte altre ma con la consapevolezza lucida della propria condizione; linguaggio secco, tagliente.
Lo senti che si avvicina/la paura di colui che chiamoogni volta che chiamo
Sento che si avvicina /giorno dopo giorno
Sento che si avvicina/mentre gli schemi si formano
Lo sento caldo e freddo/le ombre iniziano ad allungarsi/giorno dopo giorno
Digital
Canta come se il mondo dovesse finire da un momento all’altro. La musica è una forma di liberazione da tutto, o come dice Giovannino Marcio (Johnny Rotten), il punk e derivati sono il modo migliore per metterlo in culo al sistema.
Guidati da Martin Hammett che li porta alla corte di John Peel e su Radio One , registrano la prima session. Con la lungimiranza di Tony Wilson, fondatore della
Factory, che investe tutte le sue energie e…i suoi risparmi (ottomilacinquecento sterline), incidono Unknown Pleasure. E’ il 1979 e gli sforzi vengono premiati. Il disco raggiunge la vetta delle classifiche indipendenti inglesi e consacra i Joy Division come gruppo cardine delle bands post-punk. Ad affascinare è la musica asciutta, ipnotica, minimale e soprattutto la voce cupa di Ian che con le sue liriche decadenti riporta i nostri ricordi all’estetismo esagerato di Oscar Wilde, o al simbolismo di William Butler Yeats o al languore decadente di Paul Verlaine che scrisse "Sono l’Impero alla fine della Decadenza, che guarda passare i grandi Barbari bianchi componendo acrostici indolenti dove danza il languore del sole in uno stile d’oro".
Questo “Sconosciuto Piacere” è il rock’n’roll di domani. E’ il manifesto che equilibra le entrate e le uscite delle nostre palpitazioni, che assimila il nostro perimetro musicale, lo porta a maturazione e senza esitazione lo mette in rilievo.
Unknown Pleasure è un disco che assapori piano piano. Ad ogni ascolto lo apprezzi di più. E’ diviso in due parti; Outside (esterno) la facciata A, e Inside (interno) quella B. I colori: nero la A caustrofobica e ossessiva, e bianco la B dall’elettricità chiara. L’immagine del suono si intuisce dalla copertina interna; una porta semiaperta nell’oscurità che lascia intravedere uno spiraglio sotterraneo di luce e una mano nera che la sta chiudendo dall’interno. La musica è seducente. Si apre alla sensibilità del rumore, alla passione della forma ed esprime la sua intensività inventiva con istinto sperimentale. Energia comunicativa che esce dallo spettacolo ed entra nella vita. Le strutture e le forme sono ambienti, percezioni, vibrazioni dell’aria.
Nel nostro Ian il peso della malattia, epilessia fotosensibile, diventa sempre più insopportabile e si trasforma in depressione cronica. I testi la esprimono:
Ho aspettato che una guida venisse e mi prendesse per mano,
queste sensazioni potevano forse farmi provare le sensazioni di un uomo normale?
Queste sensazioni mi interessano a malapena per un altro giorno.
Disorder (Disordine)
Indovina, i tuoi sogni finiscono sempre,/non crescono, discendono e basta.
Ma non mi importa più./Ho perso la voglia di volere di più.
Insight (Opinione)
Corrotto dai ricordi, Non più potere/Si insinua lentamente/L’ultima fatale ora.
Candidate (Candidato)
La confusione nei suoi occhi dice tutto.Ha di nuovo perso il controllo ….
E ha camminato sull’orlo di una strada senza via d’uscita
E ha riso, ho d nuovo perso il controllo
She’s Lost Control (Ha perso il controllo)
Ma è sul palco che Ian si trasforma. Come una marionetta impazzita cattura l’attenzione del pubblico con i suoi movimenti nevrotici, scoordinati. Il fortunato 1979 si conclude.
Registrazione della seconda “John Peel Session” (novembre).Dopo l’uscita del singolo
Transmission che inaugura il 1980, il fortunato tour europeo e a marzo ritorno in studio per registrare il secondo album e il singolo Love Will Tear us Apart. Le parole della canzone raccontano la vicenda della sua vita:
Quando l’abitudine corrode/e le ambizioni sono poche/aumenta il risentimento
Le emozioni non fioriscono/cambiamo le nostre abitudini/prendono strade diverse
Allora l’amore, l’amore ci farà di nuovo a pezzi
Perché la camera da letto è così fredda/tutta girata dalla tua parte?
E’ il mio tempo che si consuma e il rispetto è così arido
Eppure c’è ancora quel fascino/che abbiamo legato alla nostra vita.
Ma l’amore, l’amore ci farà di nuovo a pezzi
Sono frammenti di sincero, umanissimo e disperato universo. La carica di sensibilità fa riflettere il nostro senso comune e popolare, ci estranea dai trastulli aristocratici del "va bene così," e ci rimanda nel futuro, nella bizzarra ortodossia del culto.
La scoperta della sua relazione con la giornalista belga Annik Honorée da parte della moglie Deborah Woodruff lo porta alla separazione. Debbie se ne va con la figlia Nathalie nata un’anno prima e chiede il divorzio. La depressione si impadronisce di lui. Decide di porre fine alla sua brevissima esistenza impiccandosi ad una rastrelliera nella cucina della sua casa a Manchester. E’ il 18 maggio 1980. Secondo il film biografico
Control (2007) del regista e fotografo olandese Anton Corbijn, prima di compiere il gesto che mise fine alla sua vita, guardò il film La ballata di Stroszek di Werner Herzog e ascoltò l’album The Idiot di Iggy Pop. Era la vigilia del loro primo tour americano. Un mese dopo, a giugno, esce il singolo Love Will Tear Us Apart e subito dopo, luglio, l’album Closer. E’ musica che si misura con le paure individuali e le esaltazioni collettive. Le luci e ombre della città traspaiono e si dissolvono nella ossessione romantica, l’uso del synth diluisce e rende i brani liquidi e ricchi di chiaroscuri. La capacità fantastica del cantore dei Joy Division sta nello sfruttare le inclinazioni cavernose e surreali della voce, raffinandola con forme melodiche e potenti. In Closer si raggiunge il massimo livello, ma con Love Will Tear Us Apart il fascino della voce di Ian, raggiunge la massima intensità. Se Unknown Pleasure era più epidermico, estroso, sorprendente ed insolito nella sezione ritmica e nei riff chitarristici, Closer è affascinante e sconvolgente, ricco di tenebrosità e pervaso di oscuro romanticismo. Un brano che io amo tantissimo è The Eternal (l’Eterno). Ian estremizza la fine come unica amica, intensa, le suggestioni gotiche del coro di sottofondo, sinistra nel movimento e metafisica nel messaggio.
La processione defluisce, terminano le urla/Lode alla gloria dei cari ora dipartiti.
Parlando ad alta voce mentre siedono attorno a un tavolo
Distribuendo fiori inzuppati dalla pioggia./Stavo vicino al cancello alla fine del giardino
Li guardavo passare come nuvole nel cielo
Ho cercato di gridare nella foga del momento
Posseduto da una furia che mi brucia da dentro.
La storia dei Joy Division diventa leggenda e Ian Curtis assurge ormai a mito. I compagni, però, non speculano sulla sua morte. Come da accordo fra i membri dei Joy Division, nel caso in cui un componente avrebbe abbandonato il gruppo, il ricostituito gruppo si sarebbe chiamato
New Order. E così fu, nuovo componente Gilian Gilbert, e si intraprende la nuova avventura New Order. Nasce la band che scriverà la musica dei secondi anni ’80 e anni ’90. Gradatamente si allontaneranno dal passato e reinventeranno il futuro.
Il ricordo di Ian Curtis e dei Joy Division è e rimarrà sempre vivo. Alla fine del 1981, la
Factory li celebra con Still. Doppio album con rarità e live. Materiale inedito e non, che attraversa la loro storia, che non delude i fans. E’ spontaneo, incisivo, irruente, liquido e spolverato di dolcezza.
Per coloro che li amano e per quelli che non li conoscono, consiglio
Heart and Soul. E’ un cofanetto di 4 CD con booklet esaustivo e fotografico. E’ stato pubblicato dalla London nel 1997 e contiene tutto il materiale da loro inciso.
Ian fu cremato e le sue ceneri tumulate a Macclesfield. Sulla lapide è riportato il suo verso più famoso:
"Love will tear us apart" ("L'amore ci farà a pezzi").
Vorrei chiudere con i versi estratti dal brano di apertura di
Closer che, nella tribalità metafisica, eleva il suo grido angoscioso :
Manicomi con le porte spalancate/dove la gente ha pagato per guardare dentro
Guardano il suo corpo contorcersi per divertirsi
Dietro al suo sguardo, lui dice: “Esisto ancora”/DA QUESTA PARTE, SI ENTRA!
Atrocità Exhibition (Mostra dell’Atrocità)

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Zeta

1 commenti:

  1. giù il cappello!

    maisa

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